Mi ha sempre fatto sorridere l'aspettativa riservata al nuovo anno, con gli auguri e le speranze di grandi novita', serenita', pace, realizzazione di desideri. Mi fa sorridere non per le attese in se', che sono legittime e soprattutto comuni a tutti, ma per il fatto che la speranza e l'attesa della loro realizzazione si concretizzi grazie al fatto che in un determinato giorno dell'anno, nel passare da quel giorno a quello successivo, sia stato stabilito per convenzione da qualcuno, tanto tempo fa, che non cambi solo la data, che non sia solo il giorno successivo, ma, numericamente, l'anno successivo. E cosi' grandi attese, bilanci, previsioni. Pensateci: e' come se un martedi' qualsiasi di Marzo vi svegliaste pensando che dal mercoledi', solo perche' e' quel mercoledi' preciso, la vostra vita cambiera' in meglio, realizzerete i vostri sogni... il tutto detto con simpatia da una che spera comunque, sempre, in meglio, e quindi, anche a Capodanno!
La fatidica serata di Capodanno, proprio per le aspettative che si ripongono in questo passaggio, e' da sempre tema di lunghi dibattiti in ambito familiare/amicale. La questione del secolo (e' proprio il caso di dirlo!), la domanda che serpeggia in tutti gli ambienti, in ogni ufficio, negozio, appartamento, luogo pubblico, e' la stessa: cosa fai a Capodanno? Ci sono quelli che lo chiedono perche' vogliono uno spunto, un'idea, da riproporre magari a propri amici;quelli che lo chiedono perche' in realta' sono soli e sperano in un invito un po' sollecitato dalla loro domanda;quelli che lo chiedono perche' e' la prassi, come chiedere come va o parlare del tempo. E poi i servizi del telegiornale, quale che sia, che ogni anno, a Capodanno, come a Natale, tornano a propinarci sempre le stesse banalissime cose, piatti, interviste a passanti in cerca dei regali o del vestito per Capodanno, immagini di discoteche o famiglie che giocano a tombola: basta!!E' per questo che non vi racconto cosa ho fatto la sera del 31 (comunque mi sono divertita!), ma quello che ho fatto la sera del primo, tanto per essere coerente con l'aver fondato il club La Nicchia! E, tanto per essere originale, la sera del primo sono andata al cinema, a vedere un film che non poteva aprire in modo migliore la stagione 2009 dei film da me visti: L'ospite inatteso.
Un film inequivocabilmente bello, di quelli per i quali non devi trovare l'aggettivo giusto, o la qualità tecnica da esaltare, perchè e' davvero bello, sotto tutti i punti di vista, e percio' la storia, la fotografia, la regia, i tempi, le musiche, gli attori, le inquadrature, sono un tutt'uno che concorre simultaneamente a farne un bellissimo film. Da non perdere. Sulla fiducia, non vi dico altro.
Elena2009
sabato 3 gennaio 2009
sabato 27 dicembre 2008
L'idea della pace
Nessuno sa per certo come sia cominciata la Guerra di Isidora. Nessuno riesce nemmeno a ricordare chi attaccò per primo, o perchè, e neanche chi stava da una parte e chi dall'altra.In qualche modo, la guerra divenne uno stato mentale. Essere in guerra diventò semplicemente una parte di ciò che significava essere.
In questi anni terribili nacque un bambino. Un bambino che sarebbe doventato uomo, e sarebbe diventato il soldato che avrebbe riscoperto l'idea di pace che era stata smarrita per centinaia di anni.Fu molto semplice, in realtà. Il soldato si trovava in una nuova battaglia, così com'era stato in infinite battaglie prima di allora. Le armi sparavano. Lui rispondeva al fuoco.Puntava.Uccideva.Ricaricava.Era questo che significava essere vivo. Uccidere o essere ucciso. E a un tratto...fu così semplice. Il busto del ragazzo davanti a lui venne tranciato a metà da un sibilo invisibile nell'aria. Rivelò il sangue, ma anche - improvvisamente - l'idea. Il soldato lasciò cadere il fucile. Qualcosa si aprì dentro di lui. Qualcosa che, una volta aperto, non poteva più essere richiuso. L'idea.
Passarono i minuti, e l'idea sbocciò. Era così semplice da essere ridicola. La vita era una cosa. Miserabile. Paurosa. Primitiva. L'idea era l'esatto contrario.
Il soldato iniziò a correre. Corse e corse finchè non raggunse un'altra battaglia. Cercò di nascondersi, ma era troppo tardi. Il comandante non lo riconobbe, ma si strinse nelle spalle e gli consegnò un'arma, ordinandogli di combattere. Il soldato però gettò di nuovo a terra il fucile e riprese a correre.
E un bel giorno...Poteva essere passato un anno.Il soldato aveva abbandonato innumerevoli battaglie e aveva corso per innumerevoli miglia. Si rittrovò in un'altra trincea, accanto a un altro uomo. Come sempre, quando udì i primi spari gettò a terra il fucile. Con sua grande sorpresa l'uomo accanto a lui mostrò un'espressione che il soldato non aveva mai visto prima. Qualcosa di più complesso della semplice rabbia. Qualcosa di smarrito, di inorridito e di profondamente dispiaciuto.
Il soldato lo guardò negli occhi e non ebbe bisogno di dire nulla. Gli posò una mano sul petto e trasmise un istinto ben più fondamentale della guerra. La sua mano gli disse tutto quello che aveva bisogno di sapere. Gli disse come lui, il soldato, era diventato l'opposto di tutti gli altri.E come quell'uomo sarebbe diventato lo stesso. Un'idea folle. Così semplice e impossibile.
L'idea della pace.
Il brano che avete letto e' tratto da " Io non ricordo" di S.M.Block. L'ho trovato il modo migliore di augurare, anche in ritardo, Buon Natale, viste anche le notizie di questa sera da Israele,ed anche la miglior recensione che il libro possa fare a se stesso.
Elenaperlapace
In questi anni terribili nacque un bambino. Un bambino che sarebbe doventato uomo, e sarebbe diventato il soldato che avrebbe riscoperto l'idea di pace che era stata smarrita per centinaia di anni.Fu molto semplice, in realtà. Il soldato si trovava in una nuova battaglia, così com'era stato in infinite battaglie prima di allora. Le armi sparavano. Lui rispondeva al fuoco.Puntava.Uccideva.Ricaricava.Era questo che significava essere vivo. Uccidere o essere ucciso. E a un tratto...fu così semplice. Il busto del ragazzo davanti a lui venne tranciato a metà da un sibilo invisibile nell'aria. Rivelò il sangue, ma anche - improvvisamente - l'idea. Il soldato lasciò cadere il fucile. Qualcosa si aprì dentro di lui. Qualcosa che, una volta aperto, non poteva più essere richiuso. L'idea.
Passarono i minuti, e l'idea sbocciò. Era così semplice da essere ridicola. La vita era una cosa. Miserabile. Paurosa. Primitiva. L'idea era l'esatto contrario.
Il soldato iniziò a correre. Corse e corse finchè non raggunse un'altra battaglia. Cercò di nascondersi, ma era troppo tardi. Il comandante non lo riconobbe, ma si strinse nelle spalle e gli consegnò un'arma, ordinandogli di combattere. Il soldato però gettò di nuovo a terra il fucile e riprese a correre.
E un bel giorno...Poteva essere passato un anno.Il soldato aveva abbandonato innumerevoli battaglie e aveva corso per innumerevoli miglia. Si rittrovò in un'altra trincea, accanto a un altro uomo. Come sempre, quando udì i primi spari gettò a terra il fucile. Con sua grande sorpresa l'uomo accanto a lui mostrò un'espressione che il soldato non aveva mai visto prima. Qualcosa di più complesso della semplice rabbia. Qualcosa di smarrito, di inorridito e di profondamente dispiaciuto.
Il soldato lo guardò negli occhi e non ebbe bisogno di dire nulla. Gli posò una mano sul petto e trasmise un istinto ben più fondamentale della guerra. La sua mano gli disse tutto quello che aveva bisogno di sapere. Gli disse come lui, il soldato, era diventato l'opposto di tutti gli altri.E come quell'uomo sarebbe diventato lo stesso. Un'idea folle. Così semplice e impossibile.
L'idea della pace.
Il brano che avete letto e' tratto da " Io non ricordo" di S.M.Block. L'ho trovato il modo migliore di augurare, anche in ritardo, Buon Natale, viste anche le notizie di questa sera da Israele,ed anche la miglior recensione che il libro possa fare a se stesso.
Elenaperlapace
domenica 7 dicembre 2008
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo è stato organizzato un bellissimo concerto ai Musei Capitolini, e precisamente nell'esedra di Marco Aurelio. Io c'ero.
Non vi dico la suggestione del luogo, con le grandi pareti di vetro a lasciar scoperto e visibile l'esterno, il palazzo, gli alberi, il cielo, e le statue dell'interno, grandi, maestose, quasi spaventose nelle proiezioni delle loro ombre. Innestato su questo scenario il concerto eseguito dal maestro Miguel Angel Estrella, grande pianista argentino ma soprattutto grande uomo. Non e' un caso che il concerto vedesse la sua presenza, per la sua tragica storia personale di negazione dei diritti dell'Uomo, e per la sua continua battaglia per la realizzazione della pace e dei diritti nel mondo.
Mi ha travolto con la scelta dei brani, che ha spiegato a voce prima di esgeuirli, in un momento magico in cui pur parlando solo spagnolo era comprensibile a chiunque fosse in quella sala ( e non certo perche' lo spagnolo e' simile all'Italiano!) e che sono introdotti così nel programma:
"Musiche limpide, di metrica cristallina, semplice omaggio" riferendosi ai brani di Bach (che torna e ritorna alla miei orecchie nei modi piu' svariati, dal film Il silenzio prima di Bach visto al Farnese, all'intervista impossibile che Vinicio Capossela ha fatto a Bach impersonato dal pianista Ramin Bahrami), "Musiche di sogni, di ribellione, di amore e di morte....di pace,uan suite del romanticismo" riferendosi ai notturni di Faure', di Chopin, alle romanze di Mendelssohn che ha poi eseguito in un crescendo di emozioni.
Alla fine del concerto era come se mi svegliassi da un lungo sonno, ho dovuto quasi prendere coscienza di dove mi trovassi, talmente mi ero fatta trasportare dalle emozioni e dalle evoluzioni dei miei pensieri seguendo le sollecitazioni della musica, delle immagini che avevo davanti, delle senzazioni che avevo dentro e che aveva dentro Estrella, e che venivano tutte fuori nel momento in cui le sue dita pigiavano i tasti del pianoforte.
Un grande artista, un grande uom, una grande serata.
Elena
Non vi dico la suggestione del luogo, con le grandi pareti di vetro a lasciar scoperto e visibile l'esterno, il palazzo, gli alberi, il cielo, e le statue dell'interno, grandi, maestose, quasi spaventose nelle proiezioni delle loro ombre. Innestato su questo scenario il concerto eseguito dal maestro Miguel Angel Estrella, grande pianista argentino ma soprattutto grande uomo. Non e' un caso che il concerto vedesse la sua presenza, per la sua tragica storia personale di negazione dei diritti dell'Uomo, e per la sua continua battaglia per la realizzazione della pace e dei diritti nel mondo.
Mi ha travolto con la scelta dei brani, che ha spiegato a voce prima di esgeuirli, in un momento magico in cui pur parlando solo spagnolo era comprensibile a chiunque fosse in quella sala ( e non certo perche' lo spagnolo e' simile all'Italiano!) e che sono introdotti così nel programma:
"Musiche limpide, di metrica cristallina, semplice omaggio" riferendosi ai brani di Bach (che torna e ritorna alla miei orecchie nei modi piu' svariati, dal film Il silenzio prima di Bach visto al Farnese, all'intervista impossibile che Vinicio Capossela ha fatto a Bach impersonato dal pianista Ramin Bahrami), "Musiche di sogni, di ribellione, di amore e di morte....di pace,uan suite del romanticismo" riferendosi ai notturni di Faure', di Chopin, alle romanze di Mendelssohn che ha poi eseguito in un crescendo di emozioni.
Alla fine del concerto era come se mi svegliassi da un lungo sonno, ho dovuto quasi prendere coscienza di dove mi trovassi, talmente mi ero fatta trasportare dalle emozioni e dalle evoluzioni dei miei pensieri seguendo le sollecitazioni della musica, delle immagini che avevo davanti, delle senzazioni che avevo dentro e che aveva dentro Estrella, e che venivano tutte fuori nel momento in cui le sue dita pigiavano i tasti del pianoforte.
Un grande artista, un grande uom, una grande serata.
Elena
lunedì 1 dicembre 2008
Tempo d'Avvento
Avvento: aspettiamo la nascita di Gesu', se qualcuno riesce ancora a ricordare che questo e' il motivo per cui a Natale e' festa.
L'attesa e' una bella esperienza, e nonostante il risultato, e' forse la parte piu' bella delle nostre esperienze. Se il risultato e' positivo, quello che ricorderemo e' la trepidazione dell'attesa, che si ammantera' di un'aura positiva visto il risultato. Se la nostra attesa invece non ha buon esito, perderemo quella speranza, quella trepidazione, quella tensione,tutta positiva, che ci aveva accompagnato fino a quel momento, perche' abbiamo in mano la realta', magari triste, e non piu' passibile di essere sognata, agognata, immaginata.
Beh, niente male dopo quasi un mese di silenzio, non vi pare? Sono andata a riflettere nei meandri della caoticita' delle giornate, degli impegni che si accavallano, della rincorsa di se stessi, tanto che ho letto poco,rispetto ai miei ritmi, e corso tanto nelle giornate che ho trascorso, tra mille pratiche, il lavoro, burocrazia e...
Non ho quindi un libro da recensire (sono oltre la meta', ma aspetto a parlarvene), film si, perche' anche se meno di quanto avrei voluto (ho perso una retrospettiva di cinema francese al Farnese, imperdonabile! tanto che Fabio, il direttore del cinema, mi ha scritto chiedendo conto della mia assenza - in termini bonari, chiaro-).
Ho visto "Parigi", una commedia ben fatta, un film francese che sembra quasi italiano, con ritmo, la citta' come protagonista,tanto che ti viene voglia di tornare a visitarla, i sentimenti, senza eccessi, con rigore, ma senza pedanteria, l'ironia, le sane e belle risate per tante scene divertenti, prima fra tutti la seduta psicanaltica del professore, sua prima volta. Un film da rivedere a casa in quelle serate in cui si vuole stare comodi in qualcosa di caldo, bello, gia' conosciuto.
Ho visto Mamma mia, con tutta la sua travolgente spensieratezza, le musiche, i balli. Unica nota stonata: al cinema non si puo' ne' cantare ne' ballare, almeno non tra il pubblico in sala!! Sa noleggiare per quelle serate in cui ci si vuole scaricare cantanto e ballando, lasciandosi travolgere dalla musica. Meglio lasciar perdere il discorso sulla trama, intreccio narrativo etc...tutto fatto (e forzato) per dare un minimo senso alla canzone successiva!!
Ho visto The burning plain: intenso, profondo, scene di grande respiro con una bellissima fotografia, lo spessore psicologico dei dettagli, delle inquadrature, su un racconto fatto in modo direi concentrico, con storie che seguono il proprio solco, ma che trovano alla fine una composizione nel centro del cerchio che le racchiude. Il mondo o la propria vita visti da dietro una finestra, a fare da cornice, campi sterminati da disinfestare, visti in volo, o scogliere a picco su un marre burrascoso, quello dei sentimenti forti, dei sensi di colpa, della rabbia, del dolore che ti segna a fondo, ti lacera, ti brucia. Gli uccelli che si librano in volo, a stormi, solitari, arrostiti su un fuoco, uccisi da una fionda. Le ferite che guariscono, quelle che sanguinano, quelle che bruciano ma servono per ricordare. Da vedere.
Buon avvento a tutti!! Elena
L'attesa e' una bella esperienza, e nonostante il risultato, e' forse la parte piu' bella delle nostre esperienze. Se il risultato e' positivo, quello che ricorderemo e' la trepidazione dell'attesa, che si ammantera' di un'aura positiva visto il risultato. Se la nostra attesa invece non ha buon esito, perderemo quella speranza, quella trepidazione, quella tensione,tutta positiva, che ci aveva accompagnato fino a quel momento, perche' abbiamo in mano la realta', magari triste, e non piu' passibile di essere sognata, agognata, immaginata.
Beh, niente male dopo quasi un mese di silenzio, non vi pare? Sono andata a riflettere nei meandri della caoticita' delle giornate, degli impegni che si accavallano, della rincorsa di se stessi, tanto che ho letto poco,rispetto ai miei ritmi, e corso tanto nelle giornate che ho trascorso, tra mille pratiche, il lavoro, burocrazia e...
Non ho quindi un libro da recensire (sono oltre la meta', ma aspetto a parlarvene), film si, perche' anche se meno di quanto avrei voluto (ho perso una retrospettiva di cinema francese al Farnese, imperdonabile! tanto che Fabio, il direttore del cinema, mi ha scritto chiedendo conto della mia assenza - in termini bonari, chiaro-).
Ho visto "Parigi", una commedia ben fatta, un film francese che sembra quasi italiano, con ritmo, la citta' come protagonista,tanto che ti viene voglia di tornare a visitarla, i sentimenti, senza eccessi, con rigore, ma senza pedanteria, l'ironia, le sane e belle risate per tante scene divertenti, prima fra tutti la seduta psicanaltica del professore, sua prima volta. Un film da rivedere a casa in quelle serate in cui si vuole stare comodi in qualcosa di caldo, bello, gia' conosciuto.
Ho visto Mamma mia, con tutta la sua travolgente spensieratezza, le musiche, i balli. Unica nota stonata: al cinema non si puo' ne' cantare ne' ballare, almeno non tra il pubblico in sala!! Sa noleggiare per quelle serate in cui ci si vuole scaricare cantanto e ballando, lasciandosi travolgere dalla musica. Meglio lasciar perdere il discorso sulla trama, intreccio narrativo etc...tutto fatto (e forzato) per dare un minimo senso alla canzone successiva!!
Ho visto The burning plain: intenso, profondo, scene di grande respiro con una bellissima fotografia, lo spessore psicologico dei dettagli, delle inquadrature, su un racconto fatto in modo direi concentrico, con storie che seguono il proprio solco, ma che trovano alla fine una composizione nel centro del cerchio che le racchiude. Il mondo o la propria vita visti da dietro una finestra, a fare da cornice, campi sterminati da disinfestare, visti in volo, o scogliere a picco su un marre burrascoso, quello dei sentimenti forti, dei sensi di colpa, della rabbia, del dolore che ti segna a fondo, ti lacera, ti brucia. Gli uccelli che si librano in volo, a stormi, solitari, arrostiti su un fuoco, uccisi da una fionda. Le ferite che guariscono, quelle che sanguinano, quelle che bruciano ma servono per ricordare. Da vedere.
Buon avvento a tutti!! Elena
domenica 9 novembre 2008
Benvenuta Elena!!
E' inutile nasconderlo...l'eta' avanza....lo scorso 6 Novembre ho compiuto 36 anni. Come sempre, giorno di ferie, prima regola per farsi un regalo. Mattinata dal parrucchiere, poi in giro per la mia bella Roma, pranzo a Borgo Pio con mamma e Dompa, visita alla basilica di San Pietro per la milionesima volta (e non sara' l'ultima), due nuove camicette, la visita di Maria Pia e Donatina, e una bella serata con Annalisa. Ho passato davvero un bel compleanno!!Ma la notizia ancor piu' bella e' che nello stesso giorno e' nata un'altra Elena, la bimba della mia amica Patrizia!! Auguri!!
La settimana precdente mi ero gia' fatta un bel regalo con un concerto all'ultimo minuto.
Usciti dall'antemprima di un documentario sulla storia della donna che ha contribuito al grande successo della Tupperware, presentato dalla cineteca di Bologna nell'ambito del Biografilmfestival, erano solo le 22 ed io ed Ezio ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di provare ad entrare al locale The place, dove quella sera si esibivano Luca Barbarossa e Neri Marcore'. Posti solo in piedi ma ce l'abbiamo fatta!! Un concerto bellissimo, con la bella musica di Barbarossa e le spettacolari imitazioni di Marcore', che io adoro e seguo fin da quando facevo le scuole medie!!Bello, bello, bello, divertente ma anche profondo, con spunti di riflessione non indifferenti...
Tornando ai film, ho visto La Classe. Quasi neorealista, quasi documentario, un bel film che sicuramente sarebbe stato bello vedere in lingua originale, molto ben fatto e ben girato, con grandi temi su cui riflettere. Didattico, dovrebbero portarlo nelle scuole.
Ieri sera e' stata invece la volta di Si Puo' fare, il film il cui protagonista e' Claudio Bisio, un sindacalista idealista che reiventa una cooperativa di matti. Da esperienze reali un film non realistico ma molto delicato, che traccia con delicata ironia e surrealismo le storie di persone con problemi psichici, senza sprofondare nel patetico ma con pennellate di leggerezza e profondita'.
Consigliato a chi dovrebbe aprirsi al mondo, all'altro da se'.
Passando ai libri, credo di poter ormani dichiarare la mia dipendenza. Sono librodipendente, non riesco ad uscire da una libreria (non entrarvi e' impossibile!!) senza aver comprato uno o piu' libri che poi conseguentemente leggo!! Dopo l'ultimo Montalbano, mi sono dilettata con il suo alter ego femminile e spagnolo, cioe' l'ispettore Petra Delicado, di cui avevo gia' letto una storia. Riti di morte e' la sua prima indagine, e come sempre succede nei gialli ben scritti, c'e' molto di piu' di reati e indagini, ci sono vite, caratteri, correnti filosofiche. "Quando si cambia si cambia e, contrariamente a quanto si creda, bisogna cominciare dalla piccole cose, ingredienti indispendabili di ogni profondita' esistenziale."
Ora sono alla prese con Io non ricordo, un romanzo d'esordio, il cui autore ho avuto il piacere din incotrare la scorsa estate al Festival della letteratura di Massenzio. Vi terro' aggiornati.
Un bacio grandissimo alla mia figlioccia Silvia, di cui oggi abbiamo festaggiato il compleanno!
Elena
La settimana precdente mi ero gia' fatta un bel regalo con un concerto all'ultimo minuto.
Usciti dall'antemprima di un documentario sulla storia della donna che ha contribuito al grande successo della Tupperware, presentato dalla cineteca di Bologna nell'ambito del Biografilmfestival, erano solo le 22 ed io ed Ezio ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di provare ad entrare al locale The place, dove quella sera si esibivano Luca Barbarossa e Neri Marcore'. Posti solo in piedi ma ce l'abbiamo fatta!! Un concerto bellissimo, con la bella musica di Barbarossa e le spettacolari imitazioni di Marcore', che io adoro e seguo fin da quando facevo le scuole medie!!Bello, bello, bello, divertente ma anche profondo, con spunti di riflessione non indifferenti...
Tornando ai film, ho visto La Classe. Quasi neorealista, quasi documentario, un bel film che sicuramente sarebbe stato bello vedere in lingua originale, molto ben fatto e ben girato, con grandi temi su cui riflettere. Didattico, dovrebbero portarlo nelle scuole.
Ieri sera e' stata invece la volta di Si Puo' fare, il film il cui protagonista e' Claudio Bisio, un sindacalista idealista che reiventa una cooperativa di matti. Da esperienze reali un film non realistico ma molto delicato, che traccia con delicata ironia e surrealismo le storie di persone con problemi psichici, senza sprofondare nel patetico ma con pennellate di leggerezza e profondita'.
Consigliato a chi dovrebbe aprirsi al mondo, all'altro da se'.
Passando ai libri, credo di poter ormani dichiarare la mia dipendenza. Sono librodipendente, non riesco ad uscire da una libreria (non entrarvi e' impossibile!!) senza aver comprato uno o piu' libri che poi conseguentemente leggo!! Dopo l'ultimo Montalbano, mi sono dilettata con il suo alter ego femminile e spagnolo, cioe' l'ispettore Petra Delicado, di cui avevo gia' letto una storia. Riti di morte e' la sua prima indagine, e come sempre succede nei gialli ben scritti, c'e' molto di piu' di reati e indagini, ci sono vite, caratteri, correnti filosofiche. "Quando si cambia si cambia e, contrariamente a quanto si creda, bisogna cominciare dalla piccole cose, ingredienti indispendabili di ogni profondita' esistenziale."
Ora sono alla prese con Io non ricordo, un romanzo d'esordio, il cui autore ho avuto il piacere din incotrare la scorsa estate al Festival della letteratura di Massenzio. Vi terro' aggiornati.
Un bacio grandissimo alla mia figlioccia Silvia, di cui oggi abbiamo festaggiato il compleanno!
Elena
domenica 26 ottobre 2008
Viggo Mortensen, per gli amici Aragorn
Quest'anno la festa del cinema di Roma non mi ha visto tutte le sere in pole position per vedere uno o due film al giorno. Per ragioni che non sto qui a spiegarvi ho preso tempo fa la decisione che quest'anno non sarei andata, ma poi il proprietario del Franese mi ha dato un bigliettino in cui si invitava all'anteprima gratuita di un film, e ho pensato che rifiutare anche un invito sarebbe stato troppo!!Quindi ieri sera ero all'Auditorium con Silvia, per la proiezione che cominciava alle 23 di Aspettando il sole, un film italiano di Ago Panini, con tanti bavi attori.
Siamo arrivate un po' in anticipo e allora Silvia mi ha chiesto di mostrarle il famoso Red Carpet.Avevo già visto Gabriele Salvatores, di cui attendo con ansia il film "Come Dio comanda" in uscita a Novembre e altri attori/giornalisti, ma soprattutto avevo goduto un po' di quel bagno di folla che e' l'Auditorium, con tanta gente che gira, ognuno per un motivo diverso, per una sala diversa: che bello, mi piace troppo, starei sempre la'!
Ci siamo avviate, c'era un po' di folla e incuriosite abbiamo chiesto ad un fotografo chi fosse la star in arrivo. "Viggo Mortensen" ci ha detto. Non abbiamo neanche dovuto dircelo, ci siamo piantate dove eravamo per non perdere questo spettacolo di madre natura che cammina!!Prima di lui e' arrivato Ed Harris, bravissimo attore, ed aveva proprio la faccia e il vestito da americano, un grande personaggio che tutti chiamavano per farlo avvicinare, cosi' che ho potuto vedere i suoi bellissimo occhi azzurri. Grande aiuto per noi e' stato il fotografo, che doveva riprenderli mentre facevano le interviste e dunque faceva spostare le persone che avevamo davanti per avere il campo libero:grazie!!
E poi eccolo: in un completo rosso bordo (sembrava shantung o qualcosa di simile, che se lo avessi visto su un uomo normale avrei detto: ma chi e' quel matto!) che gli stava benissimo, con dei bellissimi capelli biondo cenere, lisci e un po' lunghi sul viso, una pelle dorata dal sole e soprattutto con una dolcezza e un po' di tristezza congenita nello sguardo, ha fatto l'intervista e richiamato dalle nostre urla si e' avvicinato, ha baciato una fortunata, fatto una foto con un altro, e firmato la mia agendina con un autografo che sembra scritto in lingua fenicia tanto non si capisce niente. Silvia gli ha fatto una foto sul telefonino mentre firma il mio autigrafo, quindi ho i testimoni. Quindi, assolutamente per caso, mi ritrovo la firma di Viggo Mortensen sull'agenda!!
Un uomo stupendo, la cui vista ti riconcilia con il mondo.
Gia' paghe per la bella avventura, siamo poi andate alla proiezione. Essendo gratuita c'era una ressa pazzesca, e dopo una lunga fila e un po' di spintoni da parte di qualcuno che era uscito allora dallo zoo, siamo entrate. Abbiamo chiesto al personale di sala dove dovevamo sedere, facendo vedere il nostro biglietto d'invito, ci hano indicato un posto, controllato altre volte, e poi dopo mezz'ora che eravamo in attesa della proiezione, sono venuti a dirci che non potevamo stare la'. Non vi racconto tutte le scene, le discussioni e il resto per non annoiarvi. Sappiate solo che siamo rimaste dov'eravamo e per fortuna ne e' valsa la pena, perche ' poco davanti a noi sono passati Grabiel Garko (quasi finto per quanto e' bello!) e Claudio Santamaria. Direi un bel bottino per la serata. Poi e' iniziato il film. Un film unn po' surreale, che quasi non sembra italiano, ma ambientato nella provincia americana e uscito da un libro di racconti di Carver.
Bello, bel ritmo, bravi gli attori, una bella regia con ottimi tempi, e soprattutto con un'ironia che sarebbe mancata ad un film americano dello stesso genere.Ve lo consiglio!!
Intanto lo scortso giovedi' e' uscito il nuovo libro di Camilleri con il commissario Montalbano e indovinate un po'? L'ho gia' iniziato!!Vi lascio con gli auguri a Cralo Lucarelli, un altro mio scrittore mito, che oggi compie gli anni: auguri Carlo!!!W gli scorpioncini!!Elena
Siamo arrivate un po' in anticipo e allora Silvia mi ha chiesto di mostrarle il famoso Red Carpet.Avevo già visto Gabriele Salvatores, di cui attendo con ansia il film "Come Dio comanda" in uscita a Novembre e altri attori/giornalisti, ma soprattutto avevo goduto un po' di quel bagno di folla che e' l'Auditorium, con tanta gente che gira, ognuno per un motivo diverso, per una sala diversa: che bello, mi piace troppo, starei sempre la'!
Ci siamo avviate, c'era un po' di folla e incuriosite abbiamo chiesto ad un fotografo chi fosse la star in arrivo. "Viggo Mortensen" ci ha detto. Non abbiamo neanche dovuto dircelo, ci siamo piantate dove eravamo per non perdere questo spettacolo di madre natura che cammina!!Prima di lui e' arrivato Ed Harris, bravissimo attore, ed aveva proprio la faccia e il vestito da americano, un grande personaggio che tutti chiamavano per farlo avvicinare, cosi' che ho potuto vedere i suoi bellissimo occhi azzurri. Grande aiuto per noi e' stato il fotografo, che doveva riprenderli mentre facevano le interviste e dunque faceva spostare le persone che avevamo davanti per avere il campo libero:grazie!!
E poi eccolo: in un completo rosso bordo (sembrava shantung o qualcosa di simile, che se lo avessi visto su un uomo normale avrei detto: ma chi e' quel matto!) che gli stava benissimo, con dei bellissimi capelli biondo cenere, lisci e un po' lunghi sul viso, una pelle dorata dal sole e soprattutto con una dolcezza e un po' di tristezza congenita nello sguardo, ha fatto l'intervista e richiamato dalle nostre urla si e' avvicinato, ha baciato una fortunata, fatto una foto con un altro, e firmato la mia agendina con un autografo che sembra scritto in lingua fenicia tanto non si capisce niente. Silvia gli ha fatto una foto sul telefonino mentre firma il mio autigrafo, quindi ho i testimoni. Quindi, assolutamente per caso, mi ritrovo la firma di Viggo Mortensen sull'agenda!!
Un uomo stupendo, la cui vista ti riconcilia con il mondo.
Gia' paghe per la bella avventura, siamo poi andate alla proiezione. Essendo gratuita c'era una ressa pazzesca, e dopo una lunga fila e un po' di spintoni da parte di qualcuno che era uscito allora dallo zoo, siamo entrate. Abbiamo chiesto al personale di sala dove dovevamo sedere, facendo vedere il nostro biglietto d'invito, ci hano indicato un posto, controllato altre volte, e poi dopo mezz'ora che eravamo in attesa della proiezione, sono venuti a dirci che non potevamo stare la'. Non vi racconto tutte le scene, le discussioni e il resto per non annoiarvi. Sappiate solo che siamo rimaste dov'eravamo e per fortuna ne e' valsa la pena, perche ' poco davanti a noi sono passati Grabiel Garko (quasi finto per quanto e' bello!) e Claudio Santamaria. Direi un bel bottino per la serata. Poi e' iniziato il film. Un film unn po' surreale, che quasi non sembra italiano, ma ambientato nella provincia americana e uscito da un libro di racconti di Carver.
Bello, bel ritmo, bravi gli attori, una bella regia con ottimi tempi, e soprattutto con un'ironia che sarebbe mancata ad un film americano dello stesso genere.Ve lo consiglio!!
Intanto lo scortso giovedi' e' uscito il nuovo libro di Camilleri con il commissario Montalbano e indovinate un po'? L'ho gia' iniziato!!Vi lascio con gli auguri a Cralo Lucarelli, un altro mio scrittore mito, che oggi compie gli anni: auguri Carlo!!!W gli scorpioncini!!Elena
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martedì 21 ottobre 2008
Ottobrate romane!
L'ultimo post risale al 28 settembre...perdono!! Ma il mese di ottobre, anche se non ancora finito, e' stato pieno di impegni,oltre che di tanto lavoro. Per prima cosa il 5 ci siamo riuniti con tutto il parentame per festeggiare i 50 anni di matrimonio di zio Gianni e zia Angelina...ci pensate, 50 anni insieme, quanti ricordi, quanti episodi, una vita affrontata insieme. E' stata una bellissima giornata, e durante il pranzo mi sono guadagnata il cibo facendo la lettrice delle poesie scritte per l'occasione. Quale migliore palestra per prepararmi all'evento che mi aspettava? Perche' sabato 11, insieme ad Ezio, abbiamo letto il secondo capitolo della prima lettera di Pietro nell'ambito dell'evento La Bibbia giorno e notte, in diretta su Rai Educational 2. E' stata una bellissima esperienza, abbiamo ricevuto tanti complimenti dall'incaricata Rai, che ha interrotto la nostra prova perche' troppo bravi!!Ho avuto una grande emozione, ma fortunatamente la mia lettura non ne ha risentito. Spero di vedere presto la registrazione!
Intanto, dopo un freddo settembre, ci stiamo godendo delle splendide giornate di sole, le famose ottobrate romane. La temperatura e' ideale per stare all'aperto, e sabato sera ho fatto una capatina in centro,perche' Roma e' troppo bella e ogni tanto bisogna andare a trovarla!! Un aperitivo a Campo de' Fiori,un saluto al Cinema Farnese, e poi al Teatro Argentina per una splendida versione di Filumena Marturano. Avevo letto critiche non positive, soprattutto sulla regia. E forse era una regia in sordina, che ha pero' permesso agli attori di emergere in tutta la loro bravura. Luca De Filippo bravissimo, Lina Sastri perfetta, cosi' emozionante che le sue lacrime in scena hanno fatto scendere anche le mie!Un testo che si faceva gustare in tutta la sua grandezza, nei suoi tempi comici e drammatici.Grande teatro di qualita'!
Tornando al tanto amato cinema, come potete vedere dall'elenco, tre i film di cui non vi ho parlato: Il matrimonio di Lorna, una contraddizione in termini, quasi, perche' racconta il sentimento, e il percorso interiore della protagonista con un'asciuttezza che rende il tutto ancor piu' tenero nei momenti in cui il cuore prende il sopravvento. Grande film, non per tutti.
A seguire il commovente, soprattutto perche' tratta una storia vera, Parada, con il racconto di questo clown di strada che cerca la sua strada nell'aiutare i ragazzi di Bucarest, quelli che vivono nelle fogne, e che sono purtroppo una triste realta'. Ho sentito molto questo film, ben raccontato e girato, forse perche' sono sempre rimasta legata alla Romania dopo il campo di volontariato che vi ho fatto nel 2003, e ho potuto conoscere direttamente parte delle tristi realta' di quel luogo, ma anche apprezzarne le bellezze della natura e dell'arte, nonche' della famiglia presso cui alloggiavo. Un film che dovrebbero dare nelle scuole.Istruttivo e toccante.
L'ultimo in ordine di empo e' La terra degli uomini rossi, di Marco Bechis, sui Guarani, una popolazione ridotta nelle riserve, che lotta per continuare la propria tradizione. Anche qui storia vera, molto interessante, ma il racconto non mi e' piaciuto. A disturbare fortemente un doppiaggio veramente mal fatto, e soprattutto poco adatto a questo genere di film. Voci e timbri scollati dalle immagini, con un effetto di stridore fastidioso, come fastisiose erano le due amiche sedute dietro di me al Cinema delle Province. Un appello a tutti quelli che parlano al cinema: rimanete a casa, la vostra liberta' di parlare non deve andare a scontrarsi con la mia di guardare il film in santa pace e allora, credo che vi siano tanti di quei posti dove farsi una bella chiacchierata...e andate la' e non al cinema!Dopo le loro chiacchiere hanno cominciato a commentare le scene del film, guarda quell'attore, e' quello che ha fatto la fiction di Rino Gaetano (Povero Santamaria, ha fatto tanto altro, guardate Romanzo Criminale!) e poi che bello, che brutto, che paura etc etc ect....un continuo....e io reprimevo a fatica la voglia di apostrofarle acidamente, come in genere faccio in queste occasioni. Non so se tutto cio' ha influito ma il film non mi e' piaciuto.
Un'ultima segnalazione: La mostra di Bellini alle Scuderie del Quirinale. 60 capolavori, pezzi che non vedremo mai piu' perche' sparsi in tutto il mondo,in un allestimento fantastico che esalta il quadri e da finalmente loro la giusta luce perche' possano essere ammirati in tutta la loro bellezza. Da non perdere!!
Un bacio speciale a Claudio che ha curato la mia dizione in una splendidae divertentissima lezione nella cioccolateria Said. Baci gravi, acuti e raddoppiati! Elena
Intanto, dopo un freddo settembre, ci stiamo godendo delle splendide giornate di sole, le famose ottobrate romane. La temperatura e' ideale per stare all'aperto, e sabato sera ho fatto una capatina in centro,perche' Roma e' troppo bella e ogni tanto bisogna andare a trovarla!! Un aperitivo a Campo de' Fiori,un saluto al Cinema Farnese, e poi al Teatro Argentina per una splendida versione di Filumena Marturano. Avevo letto critiche non positive, soprattutto sulla regia. E forse era una regia in sordina, che ha pero' permesso agli attori di emergere in tutta la loro bravura. Luca De Filippo bravissimo, Lina Sastri perfetta, cosi' emozionante che le sue lacrime in scena hanno fatto scendere anche le mie!Un testo che si faceva gustare in tutta la sua grandezza, nei suoi tempi comici e drammatici.Grande teatro di qualita'!
Tornando al tanto amato cinema, come potete vedere dall'elenco, tre i film di cui non vi ho parlato: Il matrimonio di Lorna, una contraddizione in termini, quasi, perche' racconta il sentimento, e il percorso interiore della protagonista con un'asciuttezza che rende il tutto ancor piu' tenero nei momenti in cui il cuore prende il sopravvento. Grande film, non per tutti.
A seguire il commovente, soprattutto perche' tratta una storia vera, Parada, con il racconto di questo clown di strada che cerca la sua strada nell'aiutare i ragazzi di Bucarest, quelli che vivono nelle fogne, e che sono purtroppo una triste realta'. Ho sentito molto questo film, ben raccontato e girato, forse perche' sono sempre rimasta legata alla Romania dopo il campo di volontariato che vi ho fatto nel 2003, e ho potuto conoscere direttamente parte delle tristi realta' di quel luogo, ma anche apprezzarne le bellezze della natura e dell'arte, nonche' della famiglia presso cui alloggiavo. Un film che dovrebbero dare nelle scuole.Istruttivo e toccante.
L'ultimo in ordine di empo e' La terra degli uomini rossi, di Marco Bechis, sui Guarani, una popolazione ridotta nelle riserve, che lotta per continuare la propria tradizione. Anche qui storia vera, molto interessante, ma il racconto non mi e' piaciuto. A disturbare fortemente un doppiaggio veramente mal fatto, e soprattutto poco adatto a questo genere di film. Voci e timbri scollati dalle immagini, con un effetto di stridore fastidioso, come fastisiose erano le due amiche sedute dietro di me al Cinema delle Province. Un appello a tutti quelli che parlano al cinema: rimanete a casa, la vostra liberta' di parlare non deve andare a scontrarsi con la mia di guardare il film in santa pace e allora, credo che vi siano tanti di quei posti dove farsi una bella chiacchierata...e andate la' e non al cinema!Dopo le loro chiacchiere hanno cominciato a commentare le scene del film, guarda quell'attore, e' quello che ha fatto la fiction di Rino Gaetano (Povero Santamaria, ha fatto tanto altro, guardate Romanzo Criminale!) e poi che bello, che brutto, che paura etc etc ect....un continuo....e io reprimevo a fatica la voglia di apostrofarle acidamente, come in genere faccio in queste occasioni. Non so se tutto cio' ha influito ma il film non mi e' piaciuto.
Un'ultima segnalazione: La mostra di Bellini alle Scuderie del Quirinale. 60 capolavori, pezzi che non vedremo mai piu' perche' sparsi in tutto il mondo,in un allestimento fantastico che esalta il quadri e da finalmente loro la giusta luce perche' possano essere ammirati in tutta la loro bellezza. Da non perdere!!
Un bacio speciale a Claudio che ha curato la mia dizione in una splendidae divertentissima lezione nella cioccolateria Said. Baci gravi, acuti e raddoppiati! Elena
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